
L’annullamento della missione, il richiamo anticipato in sede o il cambio di destinazione non fanno perdere le competenze economiche già maturate, quando risultano soddisfatti i requisiti previsti. È quanto chiarisce il Dipartimento con la nota prot. 24367 del 6 novembre 2026, in risposta alle richieste del CONAPO sui pasti non consumati durante le missioni per ragioni di servizio.
Il CONAPO aveva segnalato differenti modalità applicative tra i Comandi, comprese situazioni nelle quali non veniva riconosciuto alcun trattamento perché il personale era stato richiamato durante il trasferimento o non aveva raggiunto la destinazione inizialmente prevista.
Per individuare il trattamento applicabile, pubblichiamo insieme al riscontro la circolare DCPAEF n. 6630 del 10 febbraio 2026. A pagina 4 del PDF è riportato il chiarimento sul riconoscimento del trattamento più favorevole: anche nelle particolari situazioni operative richiamate dai commi 4 e 5 dell’articolo 14, quando l’istanza del dipendente o l’iter di liquidazione si riferiscono al trattamento del comma 2, lettera b) “si procederà a riconoscere a titolo di rimborso l’importo fino a euro 30,55 per il singolo pasto e a euro 61,10 per il doppio pasto”.
Questo passaggio completa le indicazioni del riscontro sulla valutazione della concreta missione e rende esplicita la previsione da considerare quando viene richiesto il trattamento più favorevole.
La circolare prevede la dichiarazione del dipendente di non aver potuto consumare i pasti, con asseverazione da effettuarsi di norma a cura del responsabile della sede dove si svolge l’incarico. Restano fermi i requisiti previsti e il trattamento fiscale indicato per il rimborso e ai sensi del comma 2, l’indennità di trasferta è ridotta del 70%.
Leggi e scarica il riscontro del Dipartimento, la circolare 6630, la richiesta CONAPO e il testo dell’articolo 14 del DPR 121/2022, raccolti in un unico PDF.