
Il CONAPO, Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco, esprime la più ferma condanna per la brutale aggressione subita da un agente della Polizia di Stato a Torino, nel corso dei violenti scontri avvenuti durante le manifestazioni legate alla vicenda Askatasuna.
Le immagini dell’assalto, con l’agente di polizia accerchiato e colpito da un gruppo di manifestanti a volto coperto, rappresentano un atto vile e inaccettabile. Un episodio di estrema gravità che non colpisce soltanto un servitore dello Stato, ma l’intero sistema dei valori democratici e della convivenza civile.
Il CONAPO esprime piena solidarietà e vicinanza all’agente ferito e a tutti gli altri operatori delle Forze dell’Ordine rimasti coinvolti negli scontri, augurando loro una pronta guarigione, e rivolge un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno operano con coraggio e professionalità per garantire la sicurezza dei cittadini.
«Aggredire chi indossa una divisa è gravissimo e significa colpire direttamente lo Stato e la legalità. Non esiste alcuna rivendicazione che possa giustificare atti di violenza così brutali. Chiediamo una risposta ferma e immediata da parte delle Istituzioni, perché nessuno può pensare di trasformare le piazze in campi di guerriglia» dichiara Marco Piergallini, Segretario Generale del sindacato CONAPO dei vigili del fuoco.
Sulla stessa linea Gioacchino Alfino, sindacalista CONAPO a Torino, presente in servizio durante la manifestazione «Quanto accaduto è gravissimo e testimonia un clima di odio e aggressività che mette a rischio la sicurezza pubblica e l’incolumità di chi opera sul campo. Chi indossa una divisa non deve essere lasciato solo, chi commette simili atti deve essere individuato e perseguito con la massima severità».
Il CONAPO ribadisce che “la tutela del personale in divisa deve essere un valore prioritario per l’intero Paese. Chi indossa una divisa non è un bersaglio, ma un presidio di legalità e protezione per tutti e deve essere universalmente riconosciuto da tutte le forze politiche senza ambiguità”.